Un mondo da scoprire
La Val Camonica non si limita a incantare sciatori ed escursionisti con i suoi maestosi spazi naturali – dal Parco dello Stelvio all’Adamello-Brenta, al Passo Tonale fino al ghiacciaio Presena – è, anzi, un autentico scrigno di tradizioni, culture e sapori generosi, ancora troppo spesso nascosti agli sguardi impazienti del mondo.

L’essenza della cucina camuna
In questa valle tutto diventa poesia gastronomica. I piatti tipici, come i famosi caicc e le salsicce di castrato di Breno, si accompagnano alla raffinata Rosa Camuna e al Casolet di Capo di Ponte. Ritroviamo poi il sorprendente violino di pecora di Berzo Demo, la delicata ricottina fatulì di Cevo, il rustico pane di segale di Malonno e, non da dimenticare, il curioso cuz di Corteno Golgi. Queste delizie sono l’invitante preludio ad una giornata immersi fra chiese affascinanti, maestosi edifici alto-medievali, affreschi suggestivi e incisioni rupestri che narrano storie millenarie.

Breno
Nel cuore della media valle sorge Breno, un borgo antico e accogliente che, dominato dal suo imponente castello millenario, racconta leggende di altri tempi. Qui, la chiesetta di Sant’Antonio custodisce gli affreschi del Romanino – straordinario maestro bresciano del ‘500 – mentre i paesaggi offerti dal Pizzo Badile e dalla Concarena invitano a una continua esplorazione. Passeggiando per le sue viuzze, la Gastronomia Domenighini si rivela in tutta la sua tradizione: in quella bottega in pietra, attiva da oltre mezzo secolo, si possono scoprire i caicc brenesi, robusti ravioli impreziositi da una curiosa cappettatura e un ripieno ricco di carni e salumi, simbolo indiscusso delle feste di una volta. A pochi passi, la Macelleria Pedersoli sorprende con salumi unici, dal colore chiaro delle salsicce di castrato, ottenute con le parti più pregiate delle pecore locali, alle aromatiche salamelle di suino – i cosiddetti “strinù” – e infine a un salame sapido, ideale se accompagnato da patate, polenta o verdure lessate.
Sapori e racconti della valle
La tradizione non si ferma ai piatti unici di Breno. Nella trattoria Taverna, gestita con passione dalla famiglia Ducoli, i commensali possono deliziarsi con carne salada, casonsei fatti in casa (ravioli quadrati dal ripieno succulento di carne) e altre ricette intrise di storia, come la “minestra sporca”, la trippa in brodo, il controfiletto alla brenese e quella straordinaria turta de porsel, realizzata con il sangue del maiale bollito insieme a pane, formaggio e latte, poi cotta in forno e servita accompagnata dai migliori vini locali.


Rinascita dei vini tradizionali
Fino a mezzo secolo fa, la viticoltura in Val Camonica era una vera e propria eccellenza, con vitigni di punta come il merlot, la sebina e il marzemino. La frenesia industriale ne aveva quasi cancellato i segreti custoditi nei vigneti della valle, ma oggi un ritorno alle origini ha ridato vita a vini autentici: si parla, ad esempio, del garbato Baldamì, un rosso corposo il cui nome dialettale richiama il marzemino, e del robusto Camunnorum, ottenuto da uve passite e invecchiato in barrique di rovere, frutto della passione della piccola cantina Rocche dei Vignali di Cerveno, situata a pochi chilometri da Breno.
Capo di Ponte: tra scalpore e gusto
Capo di Ponte è una vera mecca per gli appassionati di archeologia. Qui, sulle rocce levigate dall’azione di un antichissimo ghiacciaio, uomini dal paleolitico all’alto medioevo hanno inciso scene di caccia, vita quotidiana, battaglie e riti religiosi. I locali, da sempre affettuosamente chiamati “pitoti”, sono parte integrante di questa narrazione impressa sulle rocce, soprattutto nel suggestivo Parco Nazionale di Naquane, il più imponente in Europa dedicato all’arte rupestre. Ad Cemmo, due famosi Massi raccontano la storia della prima raffigurazione di carro, aprendo le porte a ricerche e meraviglie sull’arte camuna. E come tocco di classe, piccole pievi romaniche come San Siro e San Salvatore arricchiscono il panorama culturale, mentre i formaggi del Caseificio CISSVA – dalla dolce Rosa Camuna alla robusta Casatta di Corteno Golgi, dal Casolet al Silter stagionato – celebrano la ricchezza casearia locale.


Il calore delle castagne e l’arte dell’acquavite
Nella pittoresca Paspardo, il Consorzio della Castagna di Valle Camonica propone un’esperienza unica: il Castagnolo, una pregiata acquavite di castagne ottenuta con un processo artigianale di fermentazione che esalta in ogni goccia il sapore autentico del frutto. Sempre in zona, a Berzo Demo, Forno d’Allione e l’Antica Trattoria Vivione – guidata con maestria dai fratelli Bernardi – accolgono gli ospiti in una saletta dalle volte candide, dove statue in legno fatte a mano fanno da cornice ad antipasti gustosi a base di violino di pecora, berna e manzo affumicato con noci tostate. Poi, primi piatti da leccarsi i baffi– dai maltagliati di castagne mantecati al formaggio d’Alpe, ai malfatti di ricotta e ortica con funghi porcini, fino ai calsù ripieni di patate, cotechino e formaggio – si alternano a succulenti secondi, come selvaggina in salmì o polenta e osei, regalandoci un viaggio sensoriale unico.